Dipingere usando il layering

da Giacomo Bellisi
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Tecnica del layering per dipingere miniature

Nella “guida su come dipingere le miniature” che stiamo idealmente costruendo articolo dopo articolo (Index per chi non ci avesse mai buttato un’occhiata) siamo giunti al fatidico momento in cui bisogna effettivamente prendere un pennello in mano. Abbiamo visto come dare la tinta di fondo e quanto bisogna diluire il colore prima di applicarlo sulla miniatura ed ora parleremo di una delle tecniche che è la “mamma” di tre quarti di quello che si fa per dipingere le miniature: il layering.

Breve storia triste: un po’ perché ho iniziato a dipingere molti anni fa e praticamente non c’era internet, un po’ perché mi divertiva quello che facevo senza preoccuparmi più di tanto del risultato, ho imparato l’importanza di un buon layering solo un paio di anni fa (a mia discolpa sono stato fermo molti più anni di quanti effettivamente ne ho passati dipingendo ogni giorno!).

Cos’è il layering?

Il layering, letteralmente dall’inglese stratificazione, è una tecnica che consiste nel sovrapporre più strati di colore differenti (generalmente utilizzando toni via via sempre più chiari, ma può essere fatto anche al contrario, ovvero dal chiaro allo scuro, come vedremo tra poco). Ogni strato di pittura lascia intravedere lo strato inferiore e, con la sovrapposizione di diversi livelli si ottiene un blending, ovvero una transizione di colore.

Spada Ghiacciata Warhammer Step 1

Nella prima delle 3 foto qui su (There is no need to reinvent the wheel, foto riciclata dal tutorial sulle spade ghiacciate) ho realizzato una transizione dal blu scuro all’azzurro attraverso una sovrapposizione di strati via via sempre più chiari.

Layering step-by-step

Vediamo tutti i passaggi per dipingere una miniatura in tempi brevi utilizzando la sola tecnica del layering.

Diamo tutte le basi

Dopo aver dato il primer, in questo caso il Mr. Surfacer Grey 1500 diluito abbondantemente con il Tamiya Laquer Thinner, ho steso le basi dei colori principali, ignorando volutamente alcuni dei dettagli come i nastrini che tengono due ciocche della barba.

Layering dal chiaro allo scuro, le ombre

Con una diluizione di 1:2 (1 goccia di colore : 2 gocce di diluente) ho accentuato le ombre, in questo caso la parte più in basso della barba, la parte inferiore delle braccia e mi sono concentrato di più sul viso: dopo aver scurito gli incavi degli occhi ho dato alcuni layers sul naso utilizzando un mix del colore della pelle che avevo usato per la base e di un marrone rossastro (in questo caso Doombull Brown della GW). Per scurire generalmente mescolo il colore della base con uno (possibilmente della stessa marca) più scuro. Se ti fossi perso l’articolo, puoi approfondire le diluizioni qui.

Andiamo a schiarire, punti di luce

In una prima fase ho indistintamente schiarito con un paio di layer sovrapposti tutti i punti sporgenti, in una seconda fase mi sono concentrato solo su quelli che idealmente erano più esposti alla luce. Avrei potuto lasciare la parte inferiore della barba con la sola base e ombre accentuate, ma ho deciso di dare un tocco di luce in più anche a quella parte della miniatura per una questione ambientale: si trova in spiaggia, con una situazione di alta luminosità, probabilmente la parte bassa della barba, per quanto incava e non direttamente esposta ai raggi solari, riceverà la sua dose, seppur ridotta, di luce.

La diluizione, in tutti questi passaggi, è stata di 1:3 a volte anche 1:4 e con il pennello molto scarico di colore (non a livello dry brush). Per “scaricare” il pennello basta passarlo alcune volte sulla tovaglietta prima di portarlo al modello.

NB: è buona pratica scaricare sempre un po’ il pennello prima di andare a dipingere. Quanto più il pennello sarà carico di colore tanto più sarà difficile avere il controllo di quello che si sta facendo.

NB2: diluizione e “scaricamento” del pennello sono due parametri che dal layer ci portano a tecniche come il glazing o il feathering (altro non sono che varianti del layering). Non voglio confondere nessuno né divagare troppo, arriveremo anche ad affrontare queste tematiche.

Ultimi ritocchi

Ho ulteriormente accentuato con altri layer leggerissimi alcuni punti di luce e scurito maggiormente alcune ombre e dipinto i dettagli che avevo fino a questa fase ignorato.

…hai dipinto le unghia dei piedi! Ma che cccarine! Oddio ma ha sei dita? [cit.]

Totale di tempo effettivo dedicato al modello all’incirca un’ora e mezza. Sarei stato molto più veloce facendo wash e drybrush? Quasi sicuramente si.

Chi è questo grazioso nanetto pirata?

Appartiene alla serie dei pirati, chiamata Cutlass! della Black Scorpion, casa produttrice inglese fondata nel 2005 da Adam Clarke, che è stato a suo tempo uno scultore per la GW. Le miniature sono in resina, in scala 30/32mm, io personalmente ho acquistato da loro solo miniature a tema pirati (che conto di utilizzare per altri articoli qui sul blog) come proxy per il mio esercito delle Cities of Sigmar, ma conto di prendere altri modelli perché sono rimasto molto soddisfatto dalla qualità.

Perché non usare solo wash e dry brush?

Accentuare le ombre è un lavoro che spesso si fa utilizzando i wash (colori super diluiti che vanno principalmente nei recessi). Attraverso il dry brush è possibile creare delle gradevoli transizioni di colore ed evidenziare facilmente zone più esposte alla luce.

Layering, washing e dry brush altro non sono che tecniche, strumenti che dir si voglia. La scelta di quale tecnica utilizzare e quando farlo è puramente soggettiva. Conosco miniaturisti che sono bravissimi con il dry brush che riescono a fare con il pennello asciutto sfumature simili a quelle che si ottengono con l’aerografo.

Nel caso specifico del nano della Black Scorpion ho dipinto tutta la miniatura facendo solo layering perché mi era utile per l’articolo. Avrei potuto utilizzare un wash sulla barba, diluendolo sempre più man mano che salivo verso l’alto*, così da ottenere una sfumatura nei recessi dal più scuro in basso in ombra alla parte più chiara ed illuminata in alto. Stesso discorso vale per gli highlight della barba, che potevo fare con un pennello asciutto di buona qualità, ottenendo un blending probabilmente migliore di quello che ho ottenuto con il layering (non per mancanza della tecnica in sé, che lo permette, ma per oggettiva mancanza di voglia personale – laziness!).

*la passata di wash brutale (mi risuona in testa sempre base-wash-highlight e il gioco è fatto!) non tiene minimamente conto dell’esposizione della miniatura, le ombre non sono tutte uguali. Può andar bene per una superficie orientata tutta nella stessa direzione. È un modo sicuramente utile per dipingere rapidamente un numero elevato di miniature, ma se vogliamo curare di più il modello che dipingiamo base-wash-hightlight non è quello che stiamo cercando.

Uno dei limiti del wash è comunque che altera il colore della base, quindi rende più complesso risolvere errori e ripensamenti. La foto del vestito della danzatrice qui a destra è un esempio di layering senza nessun wash. Per fare quelle luci ho fatto più volte “avanti e indietro” con layer più chiari e più scuri fino ad ottenere quello che desideravo. Con un wash sarebbe stato più complesso andare a riprendere il tono del colore della base in un singolo punto specifico.

Uno dei limiti del pennello asciutto è la precisione, infatti risulta più complesso lavorare di dry brush man mano che si riduce l’area di interesse su cui stiamo lavorando. Inoltre più è liscia ed uniforme la superficie più ci vuole un buon pennello ed un’ottima mano per raggiungere dei risultati apprezzabili. Mantenendo l’attenzione sui punti di luce del vestito della danzatrice, se avessi voluto ottenerli con il dry brush, avrei avuto sicuramente delle grosse difficoltà, sia per la natura della superficie, liscia-tessuto, sia per la dimensione dei singoli punti di luce e della stessa gamba.

Per chi fosse interessato, la miniatura a destra è Jade Dancing Girl della Reaper Miniatures.

 

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