L’importanza della biodiversità nelle armate di AoS

da Giacomo Bellisi
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Seraphon Skinks

Quando ho ripreso a dipingere miniature ho comprato poco più di 2000 punti di Seraphon e ricordo ancora la sensazione di sconforto causatami da 80 Skink in plastica che mi guardavano. Ricordo ancora l’ansia di concludere, dovevo levarmeli di davanti il prima possibile, c’erano miniature strafighe ad aspettarmi al traguardo (ho il vizio o la buona abitudine di lasciare i modelli più belli per ultimi). In soccorso è arrivato il batch painting, di cui ho accennato in un altro articolo,  che da una parte ha enormemente velocizzato il mio lavoro ma, dall’altra mi ha lasciato a due anni di distanza insoddisfatto del mio operato.

Di fatto ho messo in piedi 80 cloni. Sono tutti assolutamente identici l’uno all’altro, stesso tono della pelle, stesse sfumature, stesse scaglie e relativi highlights. Insomma, uno vale l’altro…

A differenziarli c’è solamente l’equipaggiamento ma risulta decisamente insufficiente. A volerla risolvere ci si può appellare al vecchio background di AoS delle lucertole, ma in cuor mio non mi basta…

L’universo di Age of Sigmar, come del resto il nostro, è caratterizzato dalla biodiversità, in senso lato quando si parla di biodiversità si intende la varietà delle forme viventi in un determinato ambiente… esistono i grot, ma condividono lo stesso ambiente con gli squig, i troggoth e chissà quante altre specie fungine e non… Esiste poi la biodiversità intraspecifica, ovvero l’insieme delle differenze osservabili negli individui appartenenti a una stessa specie.

Alla luce di quanto detto sulla biodiversità, se oggi dovessi dipingere da zero 80 skink (neanche se i maiali avessero le ali!) come li farei?

Prima di tutto mi domanderei se voglio aderire ad un preciso schema colori per l’armata o se andare totally wild. Con buone probabilità vorrei mantenere uno schema colori, per il semplice fatto che sul tavolo il colpo d’occhio di un’armata ben amalgamata è impressionante, molto più d’impatto rispetto ad un mix disomogeneo. Volendo mantenere lo schema della foto più su, sarebbe stato sufficiente aggiungere alla mia palette di colori, altre tonalità di blu e azzurro, arrivando fino ad un blu tendente al viola da una parte e ad un verde acqua dall’altra. In questo modo, globalmente, gli 80 skink sarebbero sembrati un’unica forza sul tavolo senza perdere le loro caratteristiche individuali. In parole povere, se sollevi uno dei miei 80 skink per guardarlo meglio, li hai già visti tutti, tenendo conto della biodiversità, invece, potresti desiderare di guardarne altri, il che è sempre un bene quando si valuta l’estetica di un’unità o di un intero esercito.

E con il time management e il batch painting come si fa? È sufficiente dividere i batch per similitudine cromatica, se avete 80 skink e li dividete in gruppi di 5/7 “cloni”, una volta ben mescolati, non sarà semplice andare ad individuare quelli uguali tra loro.

È chiaro che se state dipingendo un esercito Necron di Warhammer 40k, o senza andare così tanto distanti, gli Stormcast Eternals, le vostre possibilità di giocare con la biodiversità si riducono di molto. Avete presente gli Stormtroopers?

Tirando le somme, sia che state dipingendo un esercito di proporzioni titaniche, sia che vi state approcciando ad una warband di Warhammer Underworlds*, o, ancora, ad gioco come Blood Rage dell’Asmodee (che consiglio tantissimo per la qualità delle miniature) non siate l’Epimeteo di turno, bensì Prometeo**, e, tra le tante cose, mettete in conto la biodiversità genetica!


*Se non avete mai giocato ad Underworlds non posso fare altro che consigliarvelo, è divertente, rapido da capire e giocare subito ma con una lunga curva di apprendimento. Si gioca con pochi modelli e le partite durano una mezz’oretta 
**Prometeo è, tradotto letteralmente dal greco, colui che riflette prima, al contrario, Epimeteo è colui che riflette dopo

 

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